Riassunto

L’estate è il momento perfetto per rallentare un po’, concedersi qualche serata sul divano e lasciarsi coinvolgere da una nuova serie. Oggi vi consigliamo “Furious”, disponibile su Disney, che tra i suoi protagonisti vede anche Steve Way, attore, comedian e scrittore americano con disabilità.

L’estate è il momento perfetto per rallentare un po’, concedersi qualche serata sul divano e lasciarsi coinvolgere da una nuova serie. Per questo, nella nostra rubrica Embrace, oggi vi consigliamo “Furious”, disponibile su Disney, che tra i suoi protagonisti vede anche Steve Way, attore, comedian e scrittore americano con disabilità.

Steve Way non è nuovo al mondo dello spettacolo: oltre alla sua attività come attore, è infatti uno stand-up comedian, e porta anche nella sua comicità la propria esperienza e il proprio punto di vista. Sul suo sito potete trovare anche alcuni dei suoi lavori e scoprire il suo modo di fare comedy: qui potete vedere un suo pezzo di stand-up https://www.youtube.com/watch?v=RpTjATNrQ-w

La sua presenza in “Furious” è interessante non solo perché porta sullo schermo un personaggio con disabilità, ma soprattutto per il modo in cui la disabilità viene rappresentata: senza retorica, senza stereotipi e senza trasformarla nel centro assoluto della narrazione. È semplicemente una delle caratteristiche del personaggio, che ha una storia, una personalità, relazioni, ambizioni e un ruolo attivo all’interno del racconto.

Ed è proprio questo il valore della rappresentatività.

Vedere persone con disabilità sullo schermo significa creare possibilità di riconoscimento per chi quella disabilità la vive ogni giorno, ma anche offrire a tutti gli altri uno sguardo più autentico e meno condizionato dagli stereotipi. La televisione, il cinema e la comicità contribuiscono infatti a costruire l’immaginario collettivo: ciò che vediamo raccontato, e soprattutto il modo in cui viene raccontato, influenza il modo in cui impariamo a conoscere e comprendere la realtà.

Per questo è importante che a interpretare personaggi con disabilità siano sempre più spesso attori e attrici con disabilità. Non si tratta semplicemente di una questione di casting, ma di dare spazio a persone che possono portare sullo schermo anche la propria esperienza, contribuendo a rendere la rappresentazione più autentica e sfaccettata.

E la rappresentatività non significa soltanto “esserci”. Significa poter essere protagonisti, avere ruoli diversi, essere divertenti, imperfetti, complessi, innamorati, ambiziosi. Significa poter raccontare una persona nella sua interezza, senza che la disabilità debba necessariamente essere il punto di partenza o di arrivo della sua storia.

L’inclusione passa anche da qui: dalla possibilità di esserci, raccontarsi e occupare spazi che per troppo tempo sono stati raccontati da altri.

E allora, se per queste serate estive siete alla ricerca di qualcosa da vedere, “Furious” può essere una buona occasione per divertirsi, lasciarsi coinvolgere dalla storia e, perché no, riflettere anche su quanto la rappresentazione possa fare la differenza.

Buona visione e buona estate da Embrace! ☀️📺💙